Art.Pierluigi Sabatini e Sabrina Rinaldi

lago-Navona

Se penso all’estate penso a Ferragosto. Che è sinonimo di relax, pausa dal lavoro quotidiano per smaltire lo stress accumulato. Una data che ha rappresentato e tuttora rappresenta, sia pure con le naturali modifiche, una specie di oasi, un’occasione per fuggire dal caldo dell’estate che ha il suo culmine proprio in questo periodo. Si intuisce facilmente che il nome di questa festa derivi dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore dell’imperatore romano Ottaviano Augusto.

Anticamente i Romani celebravano in questo giorno le feste in onore del dio Conso, che alcuni studiosi vollero identificare con Nettuno e altri con una divinità protettrice dell’agricoltura. Tali feste dette consualia, erano tra le più importanti e conservano una singolare memoria storica: durante il loro svolgimento avvenne il ratto delle Sabine, da cui ebbe inizio l’unione del popolo romano con quello sabino. Nello stesso periodo i Romani rendevano omaggio anche al dio Nettuno. Tali feste, che presero il nome di Neptunalia, sono un ricordo ormai lontano del famoso lago che fino a due secoli fa si faceva a piazza Navona, che era l’antico stadio di Domiziano,ogni sabato e domenica d’agosto. Presso la statua del Moro berniniano, veniva issato l’albero della cuccagna, una via lì vicino ne porta ancora il nome. Il popolo che assisteva si divertiva a vedere cadere i giovani che provavano a scalare l’albero e cadevano nell’acqua.

 

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